L’uso del proprio tempo

 

In questa storia il protagonista è il terzo braccio. Spunta fuori in sogno materializzando un bisogno del papà: avere più tempo. La paura del papà è di non avere abbastanza tempo per il nuovo bimbo in arrivo. Quale è allora la soluzione? Cercare di fare le cose più velocemente, essere più efficiente. “ Se avessi un terzo braccio….”


Proponiamo di costruire una marionetta di cartoncino utilizzando i chiodini di metallo per assemblare al corpo le braccia, le gambe e la testa. La marionetta può essere di grandi dimensioni e, una volta terminata, diventerà un cartellone.
La marionetta rappresenta un nostro genitore. Chiediamo quali sono le cose che, durante la giornata, fanno i genitori e per ognuno di esse, applichiamo un braccio al quale attacchiamo un oggetto che rappresenta l’attività indicata.
Poi costruiamo un'altra marionetta che rappresenta noi stessi e chiediamo quali cose facciamo durante la giornata e, come prima, per ognuna di esse attacchiamo un braccio con un oggetto. Anche noi vorremmo avere almeno tre braccia?
A questo punto proponiamo di togliere le cose che giudichiamo meno importanti fino a far rimanere solo due braccia. Quanto è difficile scegliere?


Il desiderio del papà si realizza anche se solo in sogno. Piano piano spunta il terzo braccio ed, in effetti, la vita diventa più semplice. Non è più in affanno, anzi ha la possibilità di fare molte più cose e meglio. Ma sono davvero tutte importanti? Vale davvero la pena avere un braccio in più per svolgerle tutte ed in fretta? Quel braccio era spuntato per il desiderio di avere tempo anche per il nuovo bambino in arrivo, ma ora è impegnato a fare altro. Quando il bimbo finalmente nasce il papà non ha più tempo anche se ha tre braccia. La soluzione che alla fine il papà trova è di dedicare il proprio tempo, che è comunque limitato, per ciò che è davvero importante.

Prima le cose importanti, poi quelle urgenti.