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Protagonista della storia è il cambiamento che ci sorprende quando meno ce lo aspettiamo. Alle volte è improvviso, altre invece è lento ma inarrestabile. Non sempre a prima vista siamo soddisfatti del nostro cambiamento, la novità ci spaventa. Sappiamo quel che siamo ma non possiamo prevedere con certezza quel che saremo. Cedrina adesso è una bottiglia di aranciata. E domani cosa sarà?
Proponiamo di modellare con la creta una bottiglia, sarà Cedrina. Prima che la creta si indurisca, proviamo a stimolare la nostra fantasia chiedendoci se la nostra bottiglia, con l’aiuto da piccole trasformazioni, assomiglia a qualche cosa d’altro. Per esempio:
Chiediamo se la bottiglia trasformata è ancora buffa o bella. Chiediamo anche se è ancora un oggetto utile. Facciamo seccare la creta e decoriamola.
Cedrina pensava che ormai non sarebbe stata più utile a nessuno. Invece, contro ogni sua previsione, si era trasformata in un vaso di fiori scoprendo dentro di sé talenti ancora inespressi e dando un senso nuovo alla sua vita. Quante volte abbiamo vissuto questa esperienza senza accorgercene. Quante volte un bambino si trasforma per diventare adolescente?. Quante volte un adolescente cresce e si trasforma per diventare adulto? Quante volte un adulto deve accettare i suoi cambiamenti per conoscere se stesso? Siamo pronti a meravigliarci?