Stavi cercando qualcosa di davvero speciale e non ti sei accorto che già la possedevi, eri tu stesso.

La Mascherina

Guarda qualche illustrazione...

disegni di Anna Maria Cotogni

mascherina mascherina mascherina Cedrina... sorpresa mascherina mascherina mascherina

Venezia è una città piuttosto strana. Ci sono tanti ponti che collegano i suoi quartieri. In Inverno le case e le strade sono spesso invase dall’acqua che gli abitanti chiamano “alta”. Pensando alle città “normali”, tutta quest’acqua sembrerebbe un fatto eccezionale, ma non a Venezia. Anche le case sono costruite sull’acqua e non ci sono mai ingorghi agli incroci o code ai semafori, perché, a Venezia, non ci sono auto. Ma è mai possibile che esista una città senza auto che sfrecciano da tutte le parti o che fanno la gimcana fra i passanti? A Venezia è possibile visto che al posto delle strade ci sono i canali e gli abitanti, che vengono chiamati veneziani, si spostano a piedi e fanno la spesa in barca o in vaporetto. Venezia è anche famosa per le sue mascherine che, nel periodo di Carnevale, invadono le piazze e le calli, così i veneziani chiamano le loro vie, e fanno a gara nel mostrarsi le più belle.

Ci fu un tempo in cui il sindaco di Venezia, che per distinguersi dai colleghi delle altre città si faceva chiamare Doge, era piuttosto soddisfatto di come stavano andando le cose. I cittadini sembravano contenti, il lavoro prosperava e il pane non mancava sulla tavola. La vita scorreva tranquilla, senza troppi scossoni. C’era qualcosa però che non lo convinceva. Tutto sembrava perfetto, ma, per le vie, la gente era sempre di fretta e, meraviglie delle meraviglie, sorrideva raramente. Questo fatto lo rendeva piuttosto nervoso, perché, data la situazione, si sarebbe aspettato tutto il contrario. Come primo cittadino, doveva in qualche modo risolvere la questione, e così, dopo lunga meditazione, pensò che l’allegria dei bambini avrebbe potuto contagiare tutta la città di ottimismo e di gioia. Tuttavia anche i bambini, da qualche tempo, sembravano meno vivaci del solito. Spesso il Doge si soffermava nel vederli chini sotto gli zaini carichi di libri e alle volte si era stupito nello scoprire i cortili silenziosi e orfani di schiamazzi e urla gioiose. Dalle finestre delle case, invece, si intravedevano piccole ombre sedute davanti ai lampi delle televisioni. Il sindaco era lì, pensoso e confuso nel suo grande ufficio ormai deserto......

 

walter

Adesso puoi finire tu il racconto. Se vuoi sapere come è finita la mia storia, scrivimi.

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Entra nella storia!

 

Marano, 26 Ottobre 2002

Stefano Micocci© 26 Ottobre 2002