Le conquiste raggiunte troppo in fretta spesso non hanno sapore. Ogni frutto della vita deve essere colto quando è maturo.

Lupo Matteo

Questa è la storia di un albero veramente speciale cresciuto non si sa come e neppure il perché anche se c’è sempre una ragione quando accadono certe cose. E' anche la storia di una bambina che si chiamava Alessia e che non era mai contenta di nulla. Abitava in una casa al di là delle montagne, quelle alte per intenderci, quelle che spesso hanno la cima imbiancata dalla neve che cade anche d’Estate. Era una gran bella casa con un giardino che la circondava con piante fiorite e aiuole ben curate. Il profumo delle loro fragranze si spandeva per tutto il paese serenamente adagiato sulle pendici della collina. Quel giardino aveva un angolo particolarmente suggestivo e misterioso. Era l’angolo detto dei “Giganti Saggi”, dove giganteggiavano, appunto, degli alberi imponenti. Alcuni erano vecchi di secoli, altri, invece no. Ogni albero era diverso dall’altro e ognuno avrebbe potuto raccontare un milione di storie se solo qualcuno gliele avesse chieste nel modo giusto. Alessia era buona, come tutti i bambini, anche se, proprio come tutti i bambini, alle volte faceva delle marachelle. Il papà, quando la rimproverava, le diceva sempre che bisogna ricordare le cose belle che si compiono, per continuare a farle e dimenticare quelle brutte per non saper più come rifarle. Alessia faceva più cose belle che brutte, ma purtroppo, era sempre scontenta, soprattutto a causa del suo giardino. Mamma e papà un giorno le dissero: “Se il giardino non ti piace così com’è, allora prova a cambiarlo”. Ma lei non aveva le idee chiare su come lo avrebbe voluto, e poi non sapeva neppure come fare a cambiarlo. Dopo averci pensato su disse solo: “Vorrei un bel albero di pere in mezzo al giardino, e poi sarò contenta”. Mamma e papà si guardarono un po’ perplessi, ma non dissero nulla. La mattina seguente, Alessia si svegliò come sempre e prima di andare a scuola ebbe una sorpresa: in mezzo al giardino, fra il cespuglio di rose e le siepi basse color limone, c’era un albero di pere. Non era molto alto, ma i frutti erano già maturi e pronti per essere colti. Alessia non resistette e spiccò una pera. Era dolce, sugosa e rimase colpita dal gusto piacevole e unico. Non era la prima pera che mangiava, però non ne aveva mai colta una proprio con le sue mani. Era felice, ma la sua contentezza durò poco. Presto si dimenticò dell’albero delle pere perché si era abituata al sapore dei suoi frutti........

 

walter

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Marano, 25 Luglio 2003

Stefano Micocci ©25 Luglio 2003