Un racconto a 642 dita: scrittura condivisa alle scuole Marella

Questa è una storia che vale la pena d’essere raccontata e condivisa, Tutto è nato da uno incontro, da una lettera e da un sì.

Carissimo Stefano,
come stai? Come sta tua moglie? Come stanno i tuoi figli? Alcuni di noi vogliono diventare scrittori, anzi già ora c’è, tra noi, chi scrive delle storie o dei diari sulle avventure di viaggio. Abbiamo deciso di scrivere una fiaba come classe per pubblicarla sul giornale della scuola (Riccardo Zuffi ha già pubblicato un suo articolo).
Noi abbiamo letto le informazioni che tu hai scritto nel tuo sito internet, ci sono sembrate molto interessanti, soprattutto dove tu dici che vuoi puntare in alto, anche noi siamo d’accordo con te. Vogliamo scrivere una fiaba che racconti di un “cattivo” che diventa “buono”.Noi siamo “rivoluzionari” e vogliamo dare la speranza a tutti di poter cambiare.
Se sei così gentile da trovare il tempo di leggere le nostre idee, ti manderemmo una fiaba la prossima settimana, poi tu ci dirai come potremmo migliorarla. Scusa il disturbo, ti ringraziamo e ti auguriamo una buona festa del papà. Salutaci con affetto la tua meravigliosa famiglia.
 I bimbi della classe II A scuola elementare padre Marella
Cara Classe II A,
ecco la mia proposta. Si possono operare rivoluzioni sconvolgenti anche in punta di piedi, il mondo può davvero cambiare vivendo in profondità il significato di tre parole, permesso, scusa e grazie. Vi va?
Un abbraccio
Stefano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.